La Reggiana ha trovato in Hiroshi Komatsuzaki il suo match analyst perfetto. Lui lavora senza sosta per aiutare la squadra a vincere. Lo vedi ai campi, allo stadio, in sede e non ti regala un mezzo sorriso. Sempre impettito, passo e occhi decisi. Poi trascorri un’oretta insieme e ti travolge con risate schiette e contagiose. Dionigi dice che lui dorme tre ore a notte e lavora sempre. Hiroshi Komatsuzaki è un perfezionista, non molla mai, concentratissimo anche sui minimi particolari e ti chiede informazioni anche un secondo prima dell’inizio del match. Insomma, ha ragione Dionigi: lui lavora sempre. Hiroshi Komatsuzaki è arrivato in Italia nel 2000, dopo aver giocato in Giappone. Ha smesso di giocare a causa di un infortunio e ha deciso di studiare da allenatore. Ha lavorato per tre anni nei campi di periferia, seguendo i campionati dilettantistici. Poi ha conosciuto il dottor Mario Brozzi, che era medico della Roma. La svolta della sua carriera è arrivata quando ha iniziato a lavorare come match analyst per la Reggiana. Ora lavora senza sosta per aiutare la squadra a vincere. La sua giornata tipo inizia alle 9 del mattino e finisce alle 11 di sera. Lui analizza le partite, studia gli avversari e prepara le immagini per il mister. La sua dedizione è totale e la Reggiana ne trae beneficio. Hiroshi Komatsuzaki è un esempio per tutti i tifosi della Reggiana. La sua storia è un’insegnamento per tutti coloro che amano il calcio. Lui dimostra che con la dedizione e il lavoro si può raggiungere il successo.